Donne e motori, o meglio: donne e motorsport. Qualcosa sta cambiando. Non solo le donne appassionate di corse e auto sportive esercitano un considerevole potere in termini di rilevanza numerica, ma hanno anche un immenso potere economico d’acquisto, che nel 2021 si è assestato in oltre 31,8 trilioni di dollari di spesa mondiale.

Uno studio recente ha poi rilevato che il 65% di tutte le auto nuove viene acquistato da donne e che nel 2020 le donne hanno rappresentato il 46% degli acquisti di merchandising ufficiale della NFL,  la National Football League, la più grande lega professionistica al mondo di football americano, sport anche questo considerato tutto al maschile.

Il pubblico delle grandi occasioni assiepa le tribune all’autodromo imolese del Santerno durante il GP di Formula 1 (immagine gentilmente concessa dall’Autodromo Enzo e Dino Ferrari)

Fan al femminile

Questi dati hanno “ingolosito” il mondo del motorsport e in particolare la Fia (Fédération Internationale de l’Automobile) presente in oltre 150 Paesi in tutto il mondo e la Liberty che detiene i diritti commerciali della Formula 1, che per accelerare la crescita devono puntare sull’aumento significativo dei fans. Non potendo puntare sull’ampliamento dei calendario motoristico, già ormai saturo di gare, Fia e Liberty puntano soprattutto ora sulle donne, l’altra parte del mondo dello sport.

Negli ultimi tempi, si sono quindi moltiplicati gli eventi, le iniziative promozionali e le ricerche statistiche sulla popolarità del motorsport e sulle preferenze di genere.

Nell’ultimo anno (2023), ad esempio, l’età media dei tifosi di F1 è passata dai 36 ai 32 anni, si stima che il numero complessivo a livello mondiale stia raggiungendo il miliardo di persone, delle quali le donne raggiungono il 40%, con un aumento dell’8% rispetto al 2017. La popolarità di “Formula 1: Drive To Survive” di Netflix , una docu-serie che porta gli spettatori dietro le quinte della F1 e dei circuiti dei Gran Premi, ha senza dubbio contribuito a questi risultati.

Il 40% dei tifosi sono donne

Secondo Statistica Research Development solo negli Stati Uniti, dove per altro sono presenti oltre più di 800 impianti sportivi motoristici registrati, nel 2022 i tifosi della Formula 1 erano arrivati a 49,2 milioni, mentre il 63% degli americani adulti, affermava comunque di avere almeno un certo livello di interesse per le corse automobilistiche. Negli Usa, l’interesse per la Formula 1 è notevolmente aumentato negli ultimi anni, tanto che nel 2021 il 70% degli spettatori ha assistito per la prima volta a una gara di Formula 1. Il pubblico femminile raggiunge il 40% anche tra i fan delle gare Nascar.

Gli sponsor sono molto sensibili e prestano attenzione in questa guida al cambiamento. Studi hanno rivelato che le fans femminili del motorsport sono più propense a modificare le loro abitudini di acquisto e per il 56% mostrano una volontà forte di dirigersi verso marchi che sostengono le donne, contro lo 0,1% dei fan maschi.

Naturalmente l’aumento dell’interesse del pubblico femminile per il motorsport sarebbe più rapido e consistente se esistessero più donne drivers.

Dove sono le donne pilota?

La partecipazione femminile attualmente rappresenta in media circa il 10% in tutte le categorie di competizione, ripartito ulteriormente con un 13% nel karting, mentre nelle Corse GT dove scende a circa il 7%.
Sulla base dei numeri attuali, senza interventi significativi, le possibilità che una donna possa raggiungere il top delle competizioni è attualmente scarsa.

Anche la Formula 1 si sta muovendo e ha messo la sua influenza dietro la F1 Academy: una iniziativa per le donne pilota guidata da Susie Wolff, ex pilota e moglie di Toto Wolff, CEO del team Mercedes-AMG Petronas F1. La F1 Academy ha lo scopo di preparare e sviluppare aspiranti pilota donne per livelli di competizione più elevati, che comprendono F3, F2 e F1.

Susie Wolff, insieme a Rob Jones, ha deciso di fondare una fondazione chiamata Dare To Be Different. un progetto con lo scopo di aiutare le donne nel motorsport ad emergere, sia come pilota che in altri ruoli. Questa iniziativa supportata dalla Motor Sport Association, organo di riferimento del motorsport britannico.

Un’altra iniziativa è More Than Equal, un progetto no profit lanciato a giugno con l’unico scopo di portare una donna sul podio. More Than Equal esplorerà il mondo alla ricerca di giovani donne talentuose e poi le alleverà verso il successo.

Anche Lewis Hamilton crede nel cambiamento

Mentre rimane un livello relativamente basso di donne nel motorsport, anche gli attuali influenti piloti donne e uomini, come Lewis Hamilton, stanno sostenendo la causa del cambiamento.

Hamilton, in qualità di proprietario del team X44 Extreme E, ha messo in primo piano sia l’azione per il clima che la diversità di genere nel motorsport. Extreme E è una delle poche serie in cui hai un pilota maschio e una pilota donna per squadra, di cui Hamilton è un sostenitore.

Particolarmente vivace è poi il motorsport in Australia dove il programma FIA Girls on Track è supportato da Motorsport Australia. Le studentesse di età compresa tra 8 e 18 anni possono partecipare gratuitamente agli eventi “Girls on Track”, che consentono loro di essere coinvolte nei vari settori del motorsport. Oltre a programmi come FIA ​ Girls on Track, ci sono una serie di altre organizzazioni dedicate alla crescente partecipazione femminile alle corse motoristiche: Race Chix, ad esempio, gestisce la propria scuola di corse per donne e organizza molti eventi. E poi Girls Torque, che incoraggia le giovani fan del motorsport femminile a seguire i propri sogni, sia che il loro “sogno sia guidare un’auto da corsa, allenare una squadra, sventolare una bandiera, lavorare ai box o semplicemente sapere che hanno la possibilità di provare”. E ancora tante altre iniziative, in ogni angolo del mondo.

Mentre il mondo del motorsport sta lavorando per incrementare la presenza femminile alla guida di vetture da competizione, è ormai realtà l’incremento del numero delle donne a livello dirigenziale e manageriale, sia nelle corse che ad alti nelle case automobilistiche.

Nadia Padovani, team principal Gresini Racing, e me

Anche dal punto di vista squisitamente tecnico, la percentuale di presenza femminile nel mondo della Formula 1 è da tempo in grande crescita: sono tantissime infatti le donne ingegnere e i tecnici presenti nelle varie scuderie. Negli ultimi anni sono inoltre sensibilmente aumentare ( e apprezzate per competenza) anche le giornaliste impegnate nel motorsport, all’interno dei media, in tutto il mondo.

Ma cosa succede in Italia?

Secondo la ricerca Sponsor Value di StageUp e Ipsos sono 27 milioni e 548 mila i tifosi della F1 in Italia. Di questi, 8 milioni e 616 mila seguono regolarmente il Mondiale, mentre 18 milioni e 932 mila lo seguono abbastanza regolarmente o saltuariamente.

Nel maggio 2022 il target degli interessati alla Formula 1 vede una prevalenza degli uomini (56%) rispetto alle donne (44%). Lo status di chi segue la Formula 1 è di persone con reddito medio/alto (64%) e in gran parte in possesso di diploma o laurea (71%). Gli interessati sono in prevalenza di età maggiore a 34 anni.

Il pubblico degli appassionati (ovvero coloro che seguono il Mondiale “regolarmente”), oltre 8,6 milioni di italiani, pari al 31% degli interessati) vedono una maggiore presenza di uomini (68%) .

Nella Motor Valley, il distretto industriale e culturale situato in Emilia Romagna, noto a livello mondiale per essere il luogo dove sono nate ed hanno sede alcune delle industrie automobilistiche e motociclistiche più importanti del mondo, una iniziativa partita un anno fa sta riscuotendo un successo inaspettato: è Women Motor, un progetto innovativo del Comune di Imola dedicato al ruolo delle donne nell’industria dell’automotive e negli sport. A portarlo avanti c’è una donna, Elena Penazzi, assessore tra gli altri con delega proprio all’autodromo imolese.

L’assessore Elena Penazzi, con delega all’autodromo di Imola

A Faenza c’è Nadia Gresini che dal 2022 è a capo della Gresini Racing: unica donna team principal nel campionato mondiale di moto Gp.

Ma queste sono solo alcune delle presenze femminili nel mondo delle corse e di tutto quello che fa da corollario al motor sport.

E’ ormai assodato che non ci sono barriere fisiche che non consentano alle donne di dedicarsi al motorsport. E’ soltanto ormai una questione di approccio educativo. Non è quindi un caso se la figlia di Valentino Rossi, nel 2023, ad appena 16 mesi si annuncia già destinata a seguire le orme del padre. La piccola Giulia è infatti diventata protagonista di un video virale sui social, che la ritrae mentre passa un pomeriggio estivo a divertirsi nel cortile di casa con un “giocattolo” molto particolare: una mini-bike elettrica, che padroneggia in modo fiero, dotata di casco verde fosforescente in testa. «Non penso che Giulietta farà la ballerina», ha commentato il nove volte campione del motociclismo. La clip ha superato in pochi giorni il mezzo milione di visualizzazioni.

Miria Burani ©