Il 7 luglio 1898, la duchessa d’Uzes dovette comparire davanti al tribunale di Polizia semplice di Parigi. L’accusa era di aver guidato in centro città “con velocità esagerata nei boschi di Boulogne, a rischio di fare incidenti“.

Si trattava, in pratica, di una violazione, per eccesso di velocità di un’ordinanza del 14 agosto 1893 secondo la quale la “velocità massima a Parigi e fuori Parigi, vista l’efficienza dei mezzi di arresto… non dovrebbe superare i 12 chilometri a Parigi e nei luoghi abitati. Può essere aumentato a 20 chilometri in aperta campagna, ma quest’ultimo massimo può essere accettato solo per curve larghe, pianeggianti, ripide e strade frequentate. Questi massimi non possono mai essere superati. Il conducente dei veicoli deve anche, in ogni momento, ridurre la velocità di marcia al di sotto di detti massimi quando le circostanze lo richiedono”. La notizia, apparsa sul quotidiano francese Le Matine precisava che in quel 7 luglio era stata comminata alla duchessa di Usez una multa di 5 franchi, quindi il massimo previsto dalla legge, per eccesso di velocità a quasi 15 km/h invece dei 12 km/h massimi autorizzati.

Non è ancora ben chiaro se la duchessa d’Uzes sia stata la prima donna in Francia a conseguire il 12 maggio 1898 la patente di guida, che al tempo si chiamava”certificato di competenza”. E’ però certo che poco tempo dopo fu la prima ad essere multata.

Fu in pratica quasi inevitabile che, data l’educazione ricevuta e lo spirito indipendente, la duchessa d’Usez nutrisse una smodata passione per le automobili e che cercasse con ogni mezzo di diffonderne la diffusione anche all’interno del pubblico femminile. Per dare un esempio: dato che l’Automobile Club de France non accettava donne tra i suoi soci, nel 1926 decise di creare l’ Automobile-Club femminile, un sodalizio del quale Anne de Rochechouart de Mortemart mantenne la sua presidenza fino alla morte, avvenuta il 3 febbraio 1933 a Dampierre-en-Yvelines, piccolo paese situato nel dipartimento degli Yvelines nella regione dell’Île-de-France. Divenne anche presidente dell’Aeroclub Femminile di Francia.

Chi era la duchessa d’Usez

Donna dal carattere esuberante e ribelle, dall’intelligenza acuta e vivace, poliedrica, per capacità ed interessi, Annie fu insieme stata filantropa, artista, nobile, attivista politica, scrittrice, scultrice e femminista.

Con le sue doti innate e la sua curiosità di fronte alle innovazioni, ha dato una svolta significativa non solo al ruolo delle donne nel mondo prettamente maschile dell’automobile, ma si è adoperata in prima persona anche nel mondo dell’arte e nel sostegno all’emancipazione femminile.

La sua vita non fu certamente come le altre, già le sue origini la collocavano su un piano elitario della società parigina e francese. Era nata di sangue nobile e poteva contare sia per nascita che per il successivo matrimonio, su mezzi economici ragguardevoli.

Anne e la bisnonna Madame Clicquot Ponsardin, (immagine di pubblico dominio attraverso Wikipedia)

Annie Marie Adrienne Anne Victurnienne Clémentine de Rochechouart de Mortemart era nata a Parigi il 10 febbraio 1847. Il padre era Louis de Rochechouart de Mortemart (1809-1873), conte di Mortemart, discendente diretto di quel Louis-Victor de Rochechouart che troviamo tra i personaggi più influenti alla corte di Luigi XIV, e fratello di Madame de Montespan, la preferita del Re Sole, che a corte si assicurò una illimitata benevolenza dando alla corona francese, dal 1669 al 1678, ben sette figli.

Non meno famosi erano i suoi avi per parte di madre. Era infatti figlia di Marie-Clémentine de Chevigné (1818-1877 pronipote di Barbe-Nicole Clicquot-Ponsardin (1777-1866), meglio conosciuta come “Veuve Clicquot” o “la grande signora dello Champagne”, proprietaria dell’omonima maison, ancora oggi riconosciuta tra le più prestigiose al mondo.

Con questo pedigree all’età di 20 anni, il 10 maggio 1867, la giovane sposò Amable Antoine Jacques Emmanuel de Crussol , duca di Crussol e dodicesimo duca di Uzès e aggiunse alla sua lunga serie di titoli quello di duchessa d’Uzes. La coppia ebbe quattro figli.

Immagine in copertina: La duchessa d’Usez, presidente dell’Automobile Club femminile (imagine di pubblico dominio attraverso Wikipedia)

Miria Burani ©