Le donne di cui vogliamo occupare oggi avevano un carattere forte e uno spiccato acume politico. No, non stiamo parlando di Giorgia Meloni e di Elly Schlein. Le due donne di questa pagina sono vissute mille anni fa. Sono Matilde di Canossa e Adelaide di Susa, due dei maggiori feudatari (anche qui non esiste il corrispettivo termine femminile) del loro tempo.

Insieme dominavano l’intera Italia Settentrionale a nord di Roma

Il Marchesato di Tuscia di Matilde si estendeva dal nord del Lazio fino al Lago di Garda: comprendeva Lombardia, Emilia, Romagna e Toscana.

Adelaide invece controllava la Marca arduinica che comprendeva i territori della Val di Susa e in particolare la città di Torino.

Con questi grandi possedimenti terrieri, Matilde e Adelaide potevano influire in maniera importante sui poteri sia del Papa che dell’imperatore. Chi voleva andare dall’Europa a Roma, doveva passare per forza dalle loro terre.

Adelaide di Susa

Il ritratto di Adelaide di Susa (Immagine di Pubblico dominio attraverso Wikipedia)

Adelaide di Susa, era nata nel 1016 figlia del conte di Torino, il quale, prima di morire, divise i suoi vasti possedimenti tra le figlie ed Adelaide ereditò le terre di Ivrea e di Ventimiglia. A cui si aggiunsero poi le terre ereditate a seguito dei suoi tre matrimoni. Sposò a 16 anni Ermanno di Svevia, che però morì nel 1038 a causa di peste. Si risposò con Enrico di Monferrato, ma anche in questo caso rimase vedova dopo pochi anni. Si risposò per la terza volta, nel 1046 con Oddone I di Savoia, figlio di Umberto I Biancamano, aggiungendo ai sui possedimenti anche le contee di Torino, di Asti, quelle di Albenga, di Oirado e di Bredolo.

Il suo matrimonio con Oddone di Savoia consentì ai Savoia, una stirpe transalpina, di affacciarsi in Piemonte e si venne a configurare quello che nel corso dei secoli trasformò le piccole contee al di qua e al di là delle Alpi, nel primo embrione del Ducato di Savoia, in seguito, Regno di Sardegna e poi Regno d’Italia.

Oddone e Adelaide ebbero cinque figli, Pietro, Amedeo e Oddone erano destinati a diventare sovrani, e due figlie femmine, Berta e Adelaide, che, come succedeva al tempo, erano destinate a matrimoni che garantissero avvedute alleanze politiche. Berta a 14 anni sposò Enrico IV, ma di questo, parleremo più avanti.

Nel 1060 Adelaide rimase vedova per la terza volta. E a questo punto decise di non sposarsi più e governò per circa trent’anni prima da sola in nome dei figli Pietro I e Amedeo Ii e poi in in unione con loro.

Matilde di Canossa

E adesso passiamo a Matilde di Canossa. Di lei abbiamo già incontrato alcune notizie nella pagina di donnea.it riguardante i suoi matrimoni, che potete leggere qui.

Ritratto di Matilde di Canossa (Immagine di Pubblico Dominio attraverso Wikipedia)

Matilde era nata nel 1046, a Mantova. Era la terzogenita di una potentissima famiglia feudale italiana. Il padre era Bonifacio di Canossa, unico erede della dinastia canossiana e la madre, Beatrice di Lotaringia, appartenente ad una delle più nobili famiglie imperiali ed era imparentata con i duchi di Svevia, i duchi di Borgogna, nonchè degli Imperatori Enrico III ed Enrico IV, dei quali era rispettivamente nipote e cugina, ed era imparentata anche con papa Stefano IX.

Fin da piccola dovette attraversare periodi bui e sofferenze. Il padre venne ucciso in una battuta di caccia quando lei aveva solo sei anni. In seguito anche il fratello Francesco e la sorella Beatrice morirono in circostanze misteriose. Insieme alla madre si trovò a fronteggiare le mire di chi voleva mettere le mani sull’ampio territorio posseduto dalle due donne. Fu anche per questo che la madre Beatrice si risposò con Goffredo il Barbuto di Lorena e che fece sposare Matilde con Goffredo il Gobbo, figlio di primo letto del Barbuto, suo consorte.

Dal matrimonio, che per altro durò pochissimo, nacque una bambina che morì dopo pochi giorni. Matilde non ebbe altri figli, ma ebbe un altro matrimonio, molto più tardi. Anche questo non fu una scelta felice.

Matilde e Adelaide, che rappresentarono due capisaldi nella lotta per le investiture, ovvero lo scontro che si ebbe intorno all’anno Mille tra il papato e il Sacro Romano Impero che si protrasse dal 1073 fino al 1122, In cui l’imperatore pretendeva il diritto di nominare gli alti prelati e anche il papa.

Il momento di massimo scontro si ebbe nel 1076, sotto il pontificato di Gregorio VII e la reggenza dell’imperatore Enrico IV di Franconia, con l’imperatore che arrivò ad ordinare al pontefice di dimettersi dal proprio ruolo e il papa che rispose scomunicandolo e deponendolo dal trono. E’ in questa situazione che avvennero i fatti ancora oggi ricordati come l’umiliazione di Canossa per i quali Matilde è passata alla storia come la mediatrice dell’incontro conciliatore. In realtà, anche Adelaide intervenne nell’evento con un ruolo tutt’altro che secondario, se non maggiore, di quello di Matilde. D’altra parte erano entrambe imparentate molto da vicino con l’imperatore Enrico IV: Matilde era sua cugina, Adelaide era sua suocera, perchè Berta, figlia di Adelaide, aveva sposato lo stesso Enrico IV.

Il territorio di Canossa e il castello sullo sfondo

C’è inoltre da supporre che le due donne si conoscessero comunque già da tempo. Berta era nata il 21 settembre 1051, e all’età di tre anni, più o meno, venne promessa in sposa dall’imperatore Enrico III a suo figlio Enrico IV, che al tempo di anni ne aveva cinque. Enrico III la portò quindi a Goslar, in Germania, presso la corte imperiale, affinchè, sosteneva l’imperatore, fosse educata nel paese in cui doveva regnare. In quegli anni anche Matilde si trovava presso Goslar ed è facile immaginare che le due bambine si siano conosciute e siano diventate amiche, così come le madri.

A consolidare i legami ci furono poi i travagliati matrimoni di Matilde con Goffredo e di Berta con Enrico IV e la susseguente minaccia di un divorzio da parte di quest’ultimo, che a fatica papa Alessandro II riuscì ad evitare. Con la sua elezione a papa il 24 giugno 1073, Gregorio VII cercò una riappacificazione con il sovrano.

Anche Enrico IV cercò a suo modo di trovare un equilibrio tra nobili e nomine ecclesiastiche, che fecero irritare il pontefice che rimase paziente fino a quando Enrico IV al sinodo di Worms il 24 gennaio 1076, dichiarò deposto il papa. A quel punto il papa scomunicò il sovrano e sciolse i sudditi dal giuramento di fedeltà.

Per questo troviamo Enrico IV, la moglie Berta, il cognato Amedeo e la suocera Adelaide in pellegrinaggio a Canossa, presso il castello di Matilde.

In un inverno particolarmente rigido, tanto che anche le acque del Po erano gelate, Enrico vestito di un sacco rimase tre giorni e tre notti a piedi nudi nella neve. Il 28 gennaio 1077, il papa finalmente perdonò l’imperatore e lo accomiatò “ristorato e rinvigorito” insieme ad Adelaide, “la quale sola -scriveva Pietro Corelli nella sua Stella d’Italia o nove secoli di Casa Savoia, del 1860 “fu veramente grande in questa unica scena di Canossa”.

In copertina: dettaglio della firma di Matilde di Canossa ((Immagine di Pubblico Dominio attraverso Wikipedia)

Miria Burani ©