Matilde di Canossa, la donna più potente del Medioevo, che ebbe la forza e la possibilità di trattare alla pari con papi e imperatori, ebbe due mariti. Due storie molto sfortunate.

Della grancontessa Matilde di Canossa, uno dei personaggi più importanti del Medioevo, sono state tramandate fino a noi numerose storie e leggende, che la vedono protagonista indiscussa nel periodo più intenso della lotta per le investiture, durante il quale divenne mediatrice nelle dispute tra papato e impero, soprattutto nel momento dell’umiliazione e della richiesta di perdono da parte dell’imperatore Enrico IV al papa Gregorio VII, che lo aveva in precedenza scomunicato. Questo episodio avvenne non a caso nel castello di Canossa, di proprietà della contessa.

Matilde grancontessa

Matilde di Canossa

Troviamo Matilde anche a capo del suo esercito in diverse battaglie, ma anche donna di Chiesa e fervente benefattrice. Dovette sopportare anche grandi dolori e cocenti umiliazioni, e due matrimoni a dir poco sfortunati. Il primo nel 1069 con Goffredo il Gobbo di Lorena, il secondo nel 1089 con Guelfo V che, alla morte del padre Guelfo IV nel 1101, diverrà duca di Baviera. In entrambi i casi non furono nozze con l’epilogo del vissero felici e contenti.

Matilde era nata nel 1046, probabilmente a Mantova, qualcuno dice Lucca, ma questo non è importante ai fini della nostra narrazione. Era la terzogenita di una potentissima famiglia feudale italiana. Il padre era Bonifacio di Canossa, unico erede della dinastia canossiana. La madre, Beatrice di Lotaringia, apparteneva ad una delle più nobili famiglie imperiali, imparentata con i duchi di Svevia, i duchi di Borgogna, nonchè degli Imperatori Enrico III ed Enrico IV, dei quali era rispettivamente nipote e cugina, ed era imparentata anche con papa Stefano IX.

Il primo matrimoni con Goffredo il Gobbo

Alla morte di Bonifacio, seguita dopo poco tempo anche da quelle dei due figli maggiori, per consolidare le proprietà dei Canossa, Beatrice, madre di Matilde, sposò Goffredo il Barbuto, che divenne, con queste nozze anche signore della Tuscia. Una clausola del contratto di matrimonio stabiliva poi che il figlio di Goffredo, Goffredo il Gobbo, dovesse sposare la sorellastra Matilde, figlia di Beatrice. Per altro i due promessi sposi erano anche cugini per parte della stessa Beatrice.

Il matrimonio venne celebrato nel 1069, poco prima della morte di Goffredo il Barbuto. Il marito era giovane, d’animo ammirevole, come riportano le cronache del tempo, ma aveva qualche difetto fisico: aveva il gozzo, la gobba ed era piccolo di statura.

Goffredo il Gobbo
Immagine di Pubblico Dominio via wikipedia

A seguito del matrimonio e della morte del padre, Goffredo il Gobbo divenne duca della Bassa Lorena o Lotaringia, conte di Verdun, e margravio reggente di Toscana, assieme alla suocera, Beatrice di Bar, per conto della moglie, Matilde di Canossa.

Matilde non era soddisfatta del matrimonio, ma ligia ai doveri nobiliari coabitava col marito in Lotaringia. Rimase anche incinta e diede alla luce una bambina che però morì il 29 gennaio 1071.

Matilde che non si trovava a suo agio nella Bassa Lorena, con la scusa di assistere la madre a Canossa, tornò nel suo castello e lì rimase, nonostante le insistenze di Goffredo, che tornò in Italia tra 1073 e il 1074 per riportarla in Lotaringia. Le offrì possedimenti e armate, ma la grancontessa non ne voleva sapere; rifiutò in maniera estremamente risoluta di seguire il marito e non cambiò idea nemmeno in seguito.

Goffredo il Gobbo morì però solo pochi anni più tardi, nel 1076, vittima di un agguato. La sua fine fu a dir poco ingloriosa.

L’atroce morte di Goffredo

Il fatto accadde nelle sue terre nei pressi di Anversa, presso il castello di Vlaardingen. Una notte mentre era intento ai suoi bisogni corporali, il duca subì un agguato fin troppo vile e cruento. Un sicario che lo attendeva al varco lo trafisse con una spada tra le natiche. I castelli del Medioevo avevano sui muri esterni, adiacenti alle stanze del signore, degli sporti, ovvero delle specie di cabine dotate sotto di un foro di evacuazione . E’ sotto uno di questi che avvenne l’ignobile agguato.

La morte fu atroce e sopraggiunse nel giro di pochi giorni. E qui si susseguono le diverse ipotesi sui mandanti dell’insolito omicidio. Secondo quanto riportato Lamberti Annales, che suppongono che avvenne su mandato di Roberto I delle Fiandre, mentre secondo gli Annales Egmundani l’omicidio avvenne per mano di un servo di Teodorico V d’Olanda. Naturalmente ci furono anche i detrattori che insinuarono esserci lo zampino di Matilde in questa triste fine, tanto più che gli stessi detrattori, insinuavano anche l’esistenza di rapporti intimi tra Matilde e il Papa, chiacchiere che, a seguito dei rifiuti della moglie, lo stesso Goffredo il Gobbo aveva contribuito ad alimentare.

Il secondo matrimonio con Guelfo V

Matilde, non ancora trentenne, rimase vedova, ma non pensò a risposarsi se non solo molto più tardi, nel 1089, e anche questa volta per motivi politici. Per convolare a nozze con una Matilde ormai 43enne fu scelto Guelfo V, che di anni ne aveva 17.

Guelfo V era figlio maggiore di Guelfo IV d’Este duca di Baviera, il quale fu uno dei maggiori sostenitori di questa unione, convinto che si potesse così rafforzare la posizione della famiglia nella lotta per le investiture. Durante la campagna militare in Italia dell’imperatore Enrico IV, lo stesso Guelfo e Matilde avevano combattuto unitariamente contro l’imperatore. Le cronache riportano dovizie di particolari su questo matrimonio soprattutto per merito del coevo Cosmo o Cosma di Praga, scrittore e storico il più antico cronista della Boemia. Nel suo Storia dei Boemi, Cosma riporta una lettera che la quarantatreenne Matilde scrisse al giovane Guelfo promettendo: ti darò tante città, tanti castelli, tanti nobili palazzi, oro ed argento a dismisura e soprattutto tu avrai un nome famoso, se ti renderai a me caro… e poi Matilde scriveva ancora .. è lecito sia al sesso maschile che a quello femminile aspirare a una legittima unione e non fa differenza se sia l’uomo o la donna a toccare la prima linea dell’amore, solo che raggiunga un matrimonio indissolubile.

I timori del giovane sposo

La lettera fu probabilmente molto convincente perchè, nonostante qualche riluttanza da parte del giovane, il matrimonio avvenne. Guelfo V fu accolto, con migliaia di armati e tutti gli onori, ai confini lombardi dei domini di Canossa. Al tempo Matilde possedeva tutti i territori italici a nord dello Stato Pontificio con Lombardia, Emilia, Romagna e Toscana. In occasione delle nozze vennero anche organizzati feste e banchetti nuziali che si protrassero per 120 giorni.

Il giovane Guelfo V, non fu però fin da subito, molto incline ad assolvere ai suoi doveri coniugali. Tanto che lo stesso Cosma di Praga, del cui abbiamo accennato sopra, ci racconta che dopo il matrimonio, il duca rifiutò per due notti di coricarsi con la contessa, la quale, alla terza notte, si presentò nuda davanti al marito dicendo: «tutto è davanti a te e non v’è luogo dove si possa celare maleficio».

Il giovane, rimase shoccato e immobile e Matilde, ancora una volta rifiutata, pare, si tramanda, l’abbia preso a ceffoni e insulti dicendo «Vattene di qua, mostro, non inquinare il regno nostro, più vile sei di un verme, più vile di un’alga marcia, se domani ti mostrerai, d’una mala morte morirai…».

Un matrimonio finito sul nascere

Ad onor del vero, quale scusante per il giovane, c’è la rimarcare che lo sposo aveva solo 17 anni, che la differenza di età con la moglie era di 26 anni e che, come sostengono alcuni studiosi, era molto probabilmente gay. Dal matrimonio non nacquero figli e quando qualche anno più tardi, Guelfo scoprì che Matilde aveva lasciato già tutti i propri territori alla Chiesa, nel 1095 la abbandonò, ed ottenne l’annullamento del matrimonio. Da quel momento, appoggiò l’imperatore Enrico IV e alla morte del padre divenne duca di Baviera nel 1101. Guelfo V mori nel 1120 senza mai più risposarsi e senza avere eredi.

Fallito sul nascere anche il secondo matrimonio, Matilde, alla quale il diritto longobardo assicurava l’ereditarietà dei domini, ma prevedeva la presenza di un uomo al suo fianco che la sostenesse, nominò suo figlio adottivo il conte Guido Guerra. In seguito, si arrese al nuovo imperatore Enrico V e sottoscrisse con lui l’accordo di Bianello del 1111, nel quale le venne riconosciuto di nuovo il potere sulla parte dell’Italia settentrionale del dominio di Canossa, in cambio della nomina dell’imperatore a suo erede, per la nota parentela.

Matilde di Canossa morì senza eredi diretti solo qualche anno prima di Guelfo. Era il 24 luglio 1115, aveva circa settant’anni.

Miria Burani ©